Winter School 2024-2025
Stato di diritto e decisione giudiziaria nella contingenza politica del presente
Consideriamo la democrazia come lo spazio politico aperto alla complessità, a futuri possibili, cioè al rischio della scelta argomentata, alla pratica di una razionalità pubblicamente condivisa. Di conseguenza, ogni agire politico, ogni comunicazione politica, ogni formazione sociale che restringe questo spazio, che lo chiude, è una minaccia alla democrazia.
Il primo nemico della complessità è l’universo della comunicazione politica che include ideologie, negazioni, esclusioni, messianesimi, violenze identificati come estrema destra.
Questi movimenti sono risultato del terrore della complessità e vivono della distruzione degli spazi politici aperti alla complessità. Il soffocamento della complessità da parte di questi movimenti si polarizza nella diffusione del terrore per ogni forma di alterità. L’altro, la sua differenza sono trattati come il nemico da distruggere.
L’altra minaccia della democrazia è costituita dalla consumazione dell’opinione pubblica, dalla neutralizzazione della sua funzione di specchio nel quale la società riflette sé stessa attraverso la pubblica presentazione e discussione dei temi della politica.
La funzione dell’opinione pubblica è stata erosa da una parte dal vincolo di dipendenza della stampa da poteri economici e politici; dall’altra dalla diffusione di social media caratterizzati dalla simultaneità della loro produzione e del loro consumo e dalla inarrestabile diffusione di contenuti prodotti da intrasparenti fonti di potere.
Simultaneità e intrasparenza della comunicazione agiscono sulla funzione della memoria della società, la quale si vincola alla produzione di un consenso che è sottratto alla razionalità argomentativa, che risponde alla immediatezza della sensazione, alla visibilità dell’immagine.
In questo nuovo scenario il diritto svolge una funzione di grandissimo rilievo.
L’agire politico si riverbera sulla concettualità giuridica, sulla semantica dei concetti, sul linguaggio del diritto attraverso la immissione nel circuito della razionalità argomentativa di significati nuovi, di schemi di qualificazione dell’agire forniti di una carica semantica distruttiva dei concetti sui quali fino a un decennio fa si era costituita la pratica argomentativa del diritto.
Il sistema del diritto viene trattato come l’arma lecita di cui la politica si serve per decostruire la forma della organizzazione democratica del potere, per distorcere la funzione del complesso delle garanzie, per restringere gli spazi della resistenza costituzionale della democrazia.
La Winter School che organizziamo quest’anno intende offrire un osservatorio delle condizioni alle quali nella attuale contingenza operano i sistemi giuridici europei e latinoamericani.

